
Si è tenuto ieri a Roma, presso il Campidoglio, l' evento di avvio della collaborazione tra Fondazione Roma Capitale e Baida Group Co. Ltd.
La mission della Fondazione Roma Capitale è quella di mettere in rete istituzioni e aziende, per sviluppare progetti e rapporti integrati su cui far convergere capitali e finanziamenti sia nazionali che internazionali, non solo sul territorio capitolino, ma più in generale sul sistema paese.
Su questa linea si è tenuto lincontro di ieri con la delegazione cinese di Baida Group Co. Ltd. in presenza del Presidente del Fondo di investimenti Ngai Keong , ricevuto dal Coordinatore del gruppo di lavoro di Roma Capitale Giorgio Heller e l'Assessore al Lavoro, Occupazione e Formazione Professionale della Provincia di Alessandria Massimo Barbadoro
Il presidente del Fondo di investimenti Baida Group è presidente dell Associazione Asiatica gioiellieri,per questo motivo, si è voluto coinvolgere la Provincia di Alessandria. Come dichiara l'Assessore Massimo Barbadoro: Su invito Giorgio Heller abbiamo preso parte a questo incontro con l'ottica di costruire una collaborazione in materia commerciale italo-asiatica nell'ambito della gioielleria con l'auspicio che i semi gettati oggi diano al più presto i loro frutti. Se lo merita il nostro territorio e se lo merita Valenza, città da sempre sinonimo dell'eccellenza a livello internazionale in questo campo.

ROMA CAPITALE INVESTMENTS FOUNDATION
Rapporto Italia 2012 Eurispes
Il coraggio di rompere il patto
LItalia vittima e complice di una democrazia BLOCCATA
Con un linguaggio chiaro e diretto al limite della brutalità, lEurispes richiama i diversi soggetti sociali, alle proprie responsabilità. Il 24° Rapporto Italia dellEurispes è costretto a misurarsi, questanno, con la profonda crisi che attraversa il Paese e mette in discussione le certezze e i risultati raggiunti dalla società italiana nel corso degli ultimi decenni.
Il Paese secondo il Presidente dellEurispes Gian Maria Fara vive un generale senso di depressione che attraversa tutte le classi sociali: i poveri perché vedono allontanarsi la possibilità di migliorare la loro situazione economica; i ceti medi perché hanno paura di una progressiva proletarizzazione; i ricchi perché si sentono criminalizzati e hanno persino timore di mostrare il proprio status.
La responsabilità dellattuale situazione che viene attribuita impropriamente e per intero alla classe politica appartiene invece secondo Fara a quella che definisce la classe dirigente generale della quale fanno parte tutti coloro che esercitano ruoli e funzioni direttivi allinterno della società: imprenditori, elites culturali; manager pubblici e privati; sindacalisti; i grandi commis dello Stato; magistrati; professori; uomini dellinformazione e della ricerca. Una classe dirigente generale che dovrebbe produrre buoni esempi e farsi carico delle esigenze e dei bisogni della collettività.
Secondo Fara questa classe dirigente generale costituisce un blocco solidale e separato dal resto del Paese, articolato sul modello feudale, che non ha nessuna intenzione di rinunciare, neppure in piccola parte, ai privilegi conquistati.
Ma anche la società italiana prosegue Fara ha molto da farsi perdonare. Infatti mentre la classe dirigente generale con il suo spirito di conservazione e la sua autoreferenzialità tiene in ostaggio la società, questa si è adeguata diventandone complice in cambio della tolleranza e della comprensione dei propri istinti egoistici e familisti che deresponsabilizzano e assicurano nicchie di impunità e di esercizio di piccolo potere.
Insomma, secondo Fara la società è vittima e complice, nello stesso tempo, della sua classe dirigente generale. Basti pensare continua Fara al fatto che in Italia esistono tre PIL: uno ufficiale (1.540 Mld); uno sommerso (equivalente al 35 % di quello ufficiale (540 Mld); uno criminale frutto dei proventi delle attività illegali che supera i 200 Mld. Nel Paese circola più ricchezza di quanto non raccontino le statistiche ufficiali e questo spiega anche la capacità dimostrata dal sistema nel suo complesso di reggere di fronte ad una crisi devastante e - prosegue Fara anche la durezza con la quale siamo trattati dai nostri partners europei, Germania in testa .
Per lEurispes levasione fiscale ed il sommerso sono certamente opera dei grandi evasori, ma anche della connivenza quotidiana di milioni di italiani che producono o alimentano essi stessi il sommerso.
Per uscire dalla crisi, secondo lEurispes, occorre una generale presa di coscienza e la rottura di quel patto di complicità che blocca la società italiana. Ma, soprattutto, la riscoperta dei doveri e delle responsabilità di ciascuno superando legoismo e la difesa corporativa degli interessi. Nello stesso tempo per lEurispes - la politica deve ricostituirsi come grande agenzia di senso e di orientamento e attrezzarsi per ricostruire il rapporto interrotto con la società ma anche per rispondere allonda qualunquista dellantipolitica che mette in discussione le stesse istituzioni democratiche a cominciare dal Parlamento. La difesa dellistituto parlamentare come architrave del nostro sistema democratico dovrebbe stare a cuore di ogni cittadino a meno che non si preferisca affidarsi allamministratore unico.
Nello stesso tempo la politica deve mandare ai cittadini segnali chiari e rispondere con le necessarie riforme e tra queste quella elettorale ripristinando, ad esempio, la possibilità per gli elettori di poter scegliere i propri rappresentanti.
Sui temi del lavoro e delloccupazione, vera emergenza nazionale, lEurispes sollecita le parti sociali ad un confronto serio e senza preclusioni, ricordando che la realtà non può essere piegata alle regole, ma sono queste che devono adeguarsi alle mutate condizioni economiche e sociali e ricorda che lo Statuto dei lavoratori, è stato varato nel 1970 e che in questi quarantanni la realtà è completamente mutata.
Per lEurispes, la discussione intorno allart. 18 non è determinante per la ripresa delleconomia. Il vero tema da affrontare è quello della produttività e delle ristrutturazioni. Nello stesso tempo secondo Fara occorre riscoprire il valore della programmazione e della progettazione. Il Paese deve finalmente darsi un progetto e mettere a frutto le proprie risorse e le proprie capacità per riuscire a trasformare lenorme potenza di cui dispone in energia. In questo senso lItalia deve difendere e valorizzare i propri asset e, Fara, cita il caso dellitalian sounding, la falsificazione internazionale dei nostri prodotti agro alimentari che frutta ai falsificatori 60 Mld di lanno. Così come deve essere lungimirante nel gestire la presenza di milioni di immigrati che producono ormai una quota consistente del nostro PIL; mantengono aperti i canali di collegamento e di dialogo con i loro paesi di origine; contribuiscono a colmare il nostro deficit demografico.
Infine, lEurispes lancia un forte segnale dallarme sulla difficile situazione dei ceti medi e sul progressivo impoverimento delle famiglie italiane che mettono in discussione la tenuta stessa del sistema. Nello stesso tempo mette pone laccento sul pericolo della riapertura di una nuova stagione dei conflitti ispirati, questa volta, dagli interessi particolari e corporativi ed auspica il rapido ritorno di una buona politica che sappia assicurare al Paese il futuro che merita.
Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Rapporto Italia 2012. Il Rapporto, con le sue oltre 1.000 pagine, è stato costruito, come di consueto, attorno a sei dicotomie, illustrate attraverso altrettanti saggi accompagnati da sessanta schede fenomenologiche e presentato alle Autorità e alla stampa, oggi, 26 gennaio 2012, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Le dicotomie tematiche individuate per il Rapporto Italia 2012 sono:
VITA/MORTE ESSERE/AVERE GIUSTIZIA/INGIUSTIZIA
RAGIONEVOLE/IRRAGIONEVOLE GENITORI/FIGLI SOSTENIBILE/INSOSTENIBILE
Lindagine condotta questanno ha toccato le tematiche e i fenomeni correlati a ciascuna delle sezioni che compongono il Rapporto i quali hanno stimolato il più recente dibattito e linteresse dellopinione pubblica. In particolare, hanno partecipato e contribuito a delineare il quadro degli orientamenti presenti nella compagine della nostra società 1.090 cittadini. La rilevazione è stata effettuata nel periodo tra il 20 dicembre 2011 e il 5 gennaio 2012.